La deriva degli incontinenti.
Destra.
Sinistra.
Centro.
Roba vecchia, ci fa sapere Casini, ed è proprio di roba vecchia che voglio parlare oggi.
La situazione italiana è come un barca alla deriva in un bosco: funziona poco, male e perlopiù si lascia trasportare dagli eventi, senza decidere. Un miracolo metafisico, insomma.
Da un lato abbiamo il Presidente del Consiglio travolto da scandali e processi che anzichè dimmettersi preferisce tentare di attaccare chi lo accusa, spesso in maniera raffazzonata ai confini del cabaret. L’ultima, in ordine di tempo, è che la minorenne coinvolta nei suoi festini in realtà era maggiorenne all’epoca dei fatti: è bastata una rapida occhiata al passaporto della signorina per smentirlo a tempo zero.
In centro le cose non vanno meglio: l’area cattolica è popolata da loschi figuri specializzati nel difendere l’indifendibile. Il Presidente del Consiglio bestemmia? E noi contestualizziamo! Il Presidente del Consiglio paga prostitute minorenni? E noi contestualizziamo! OK che vi ha scontato l’ICI, ma non sarebbe il caso di accorgersi che qualcosa non va? O forse siete troppo impegnati a nascondere i vostri panni sporchi?
Ma veniamo all’opposizione. Non dico “sinistra” perché lo stesso concetto ormai è scomparso, usiamo un termine un po’ più fiume. L’opposizione ha una sola idea: mandare a casa Silvio. Punto. Fine. OK, è meglio di niente, ma possibile che non vi sia venuto in mente che il Duca Duce Nanodagiardino di Arcore può essere mandato a casa solo in un modo? Quale? Ve lo spiego io: (rullo di tamburi) facendo un programma politico sensato. Guardatevi attorno, individuate tutto quello che in Italia non funziona e proponete alternative. Se tutto il vostro programma si ferma a un “mandiamolo a casa” beh, preparatevi a perdere.
Siamo un paese alla deriva in mano a quattro arzilli vecchietti che si riempono la bocca con frasi fatte tipo “largo ai giovani”, per poi negare a questi tutte le opportunità di dire qualcosa perché troppo giovani. L’attuale classe politica è una metastasi, radicata nel tessuto statale e con nessuna voglia di perdere privilegi.
Ma in fondo agli italiani sta bene così, ed è per questo che se si votasse domani avremmo ancora il buon Silvio a capo dell’apparato geriatrico che passa sotto il nome di “governo”.