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Quello che non ha Tiziana Maiolo.

Vi ricordate Tiziana Maiolo? Quella che si è prestata a paraculare gli “ignoti” autori dei famosi manifesti “fuori le BR dalle procure”?.. Quella che dichiarò che è più facile educare un cane piuttosto che un rom?.. Ecco sì, proprio lei.

Dall’alto del suo pulpito installato su un tabouret, la Tiziana ci fa sapere che ha trovato noioso il programma di Fazio-Saviano “Quello che (non) ho”, sfoderando un bel preconcetto mascherato da consiglio che volutamente non ha seguito [cito testualmente: “me l’aveva detto (scritto) il mio amico Giuliano Ferrara, “Ora basta con Saviano”, e io invece a insistere con Saviano”].

Ovviamente la madama può avere una qualunque opinione su una qualunque cosa, ci mancherebbe, ma quando leggo che Saviano porge “parole infarcite di atti giudiziari” capisco che alla Tiziana sfugge una cosa molto banale: usare una sentenza significa che le parole sono sorrette da prove e non inventate. La Maiolo dice che Saviano è “tante parole e nessun concetto”, ignorando quindi il valore probatorio e, cosa ben più grave, che i suoi di concetti sguazzano nel pantano del qualunquismo con BR nelle procure e rom paragonati a cani.

Una con idee così profonde mi dice che quello era programma televisivo noioso.

Cari amici di La7 o di una qualunque altra rete televisiva, ascoltate la mia idea:
vi propongo di fare un programma ideato e condotto dal duo Maiolo-Ferrara.

Non sono autolesionista, così come voi non siete scemi: è solo che mi piacciano tanto le barzellette.

(Fonte: affaritaliani.libero.it)

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Note

Endemol piglia tutto.

Stavo leggendo i commenti alla trasmissione di Fazio/Saviano Vieni via con me e, soprattutto, stavo guardando i numeri: più di 7.500.000 di spettatori, 770.000 visualizzazioni su YouTube, share el 25% e chi più ne ha più ne metta.
Poi l’occhio casca su un commento di Beppe Grillo che dal suo blog mette in guardia: OK, bel successo contro trasmissioni blasta-neuroni tipo Grande Fratello, ma occhio che la Endemol è la prodruttrice di entrambi gli show. E di chi è la Endemol? Esatto, è del Presidente del ConSilvio.

Ora, secondo me il ragionamento è giusto ma non tiene conto di una costante: su qualunque canale televisivo tu scelga di andare comunque, di riffa o di raffa, caschi nella untuose mani del duce duca nano di Arcore, c’è poco da fare. In pratica si è assicurato il controllo totale del sistema radio-televisivo, grazie a una legge Mammì fatta su misura come un guanto e al sistema Rai che premia il partito di governo. Se poi ci aggiungi le TV che possiede già di suo, ecco che il gioco è fatto.

Sicuramente il guadagno in euro è stato parecchio consistente, ma anche la perdita di prestigio non è stata da meno. Qualcuno direbbe che con la perdita di prestigio più 50 centesimi non ci paghi neanche il caffè, vero, ma credo che tutto quello che può aiutare a mettere in moto i neuroni non sia uno spreco, costi quel che costi.

Se poi aiuta a ritrovare la strada che conduce alla piazza, tanto meglio.

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